Il lato oscuro di Asterisk e del centralino open source

By | 2 febbraio 2015

Aspetti negativi centralino telefonico asterisk

Nel chiederti quale centralino scegliere per le tue esigenze, probabilmente ti è giunta l’eco di soluzioni open source, come il centralino telefonico Asterisk, il più famoso: un centralino non più “fisico”, ma una soluzione software presente su un server per poter gestire la fonia aziendale.

Asterisk è il più noto, ma sicuramente non l’unico: l’appeal maggiore dato da questi prodotti open source è la possibilità di gestire a piacimento la configurazione del centralino telefonico, con risparmi sui costi relativi a licenze.

Interessante tecnologia sviluppata a partire dalla seconda metà degli anni ’90, è una soluzione che però nasconde alcuni tratti oscuri che ben pochi ti dicono, ed è il caso che tu ne venga a conoscenza.

 

 

1 – Ma quanto mi costi?

Uno dei pregi maggiori di avere centralini telefonici virtuali sviluppati con un software open source è la possibilità di installare, gestire e configurare tutta la fonia aziendale da parte del tuo responsabile IT.

Non hai bisogno di licenze, il linguaggio di programmazione in sé è gratuito, ma si rischia di dimenticare un aspetto importante:

devi calcolare nel quadro generale i costi relativi alla risorsa umana aziendale che dovrà gestire e configurare il tutto.

Non potrai essere sicuro di quanto spenderai, in totale.


 

2 – Testare, provare, sbagliare, testare nuovamente

Ammettiamolo, è una cosa che al tuo responsabile IT piace un sacco. E non c’è nulla di male, anzi! E’ bello avere tra i collaboratori persone appassionate al proprio lavoro.

Tutta la fase di prova e configurazione però deve passare da una serie di test su hardware e software…e il tempo speso, sottratto magari ad altre attività, ha un costo.

Tutto questo con un centralino telefonico fisico (e non open source) non succede: il sistema arriva pronto ed è in funzione in circa un’ora di installazione.


 

3 – Amici come prima?

Se il tuo responsabile IT se ne va, ed è lui che ha programmato il server su cui si trova il tuo centralino telefonico open source, sei nei guai.

Ovvio, magari i tuoi collaboratori sono persone con cui lavori da anni, siete magari diventati amici e giustamente ti fidi di loro. Ma se cessa il rapporto lavorativo e, per esempio, ti manca la password per modificare la programmazione del centralino…hai le mani legate.

Non solo: ogni configurazione fatta ai centralini telefonici basati su un linguaggio open source è unica e specifica.

Non hai la certezza che il tuo nuovo responsabile informatico sarà in grado di interpretare il lavoro del tuo predecessore. E nel frattempo non avrai il timone del centralino telefonico di cui sei proprietario.

Con un centralino telefonico di un brand riconosciuto, invece, sai che sul tuo sistema può mettere mano qualunque manutentore autorizzato. E sei sereno.


 

4 – Lampadina vs. Laser

Uno dei pregi del software libero è che alle spalle c’è una comunità di appassionati e sviluppatori che smanetta, gratuitamente e volontariamente, alla ricerca di migliorie al sistema.

Filosofia bellissima, eh. Ma vuoi davvero affidare la comunicazione della tua impresa ad una realtà che, rispetto a centralini telefonici fisici di marche note, offre meno garanzie?

Il software open source ha alle spalle un folto gruppo di volontari, ma con risorse economiche limitate se paragonate a quelle spese per i settori di Ricerca & Sviluppo di aziende importanti il cui lavoro è esclusivamente “fare centralini telefonici”.

Aziende che concentrano energie notevoli verso un unico obiettivo, e che forniscono soluzioni standardizzate e affidabili.


 

5 – Forse questo matrimonio non s’ha da fare

Magari hai affidato lo sviluppo del tuo centralino telefonico ad una piccola società. Ti ha portato i macchinari, e il loro cuore parla un linguaggio open source da loro configurato ad hoc.

Fintanto che i rapporti con il tuo fornitore vanno bene, sei sereno. Ma se, malauguratamente, il matrimonio finisce? Se la società sviluppatrice che ti ha fornito il centralino chiude i battenti? Sei in braghe di tela. Devi rifare tutto da capo.

Con un centralino telefonico di un brand riconosciuto, sia che tu voglia usare linee telefoniche tradizionali, sia che tu voglia usare il VoIP, non hai vincoli. Sai che, se vengono interrotti i rapporti lavorativi con il tuo fornitore, ci sarà sicuramente un manutentore / installatore autorizzato che potrà aiutarti.

 

Per informazioni ancora più specifiche puoi andare qui, dove troverai un manuale (in inglese) per approfondire.

In pillole, ti ho elencato tutti gli elementi per decidere serenamente: hai un quadro completo.

Sono sicuro riuscirai a fare una scelta consapevole nel momento in cui dovrai installare o cambiare il centralino telefonico della tua società.

Ad maiora!
Luca.

Luca Deruda

Luca Deruda

Di origini sarde e lucane, aiuto aziende e professionisti a far crescere il business ottimizzando la fonia aziendale. Lo faccio fornendo impianti telefonici stabili, tecnologicamente all'avanguardia e destinati a durare nel tempo.
Luca Deruda

16 thoughts on “Il lato oscuro di Asterisk e del centralino open source

  1. Fabio

    Cia oLuca, una nota….
    prendi i lcosto di 1 ora di lavoro di uan persona, facciamo 50,00€.
    moltiplicala per tutti quelli che colalborano ad un software open source…. ottieni una cifra più alta tanto quanto più diffuso è il software.
    Non os se crederti quando dici che una società privata, possa avere la possibilità di fare investimenti maggiori dei budget disponibili con il conticino che ho fatto poco sopra.
    Grazie e cia
    Fabio

    Reply
    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Fabio!
      Dipende dalla società privata 🙂 Se consideri grandi player internazionali, come Aastra, Cisco, Unify (ex Siemens Enterprise Communications) o Avaya, dando un’occhiata ai loro bilanci (una di queste ha un utile netto di quasi nove miliardi di dollari) e ipotizzando quanto possano investire (e aver investito nelle passate decadi) in ricerca & sviluppo, puoi fare un paragone e una relativa valutazione. E’ ovviamente un calcolo spannometrico, per qualcosa di più approfondito ci sono analisti che sarebbero contenti di chiarirci le idee dietro lauto compenso 🙂

      Stesso discorso per un calcolo relativo a quanti possano collaborare a un software open source. Le variabili in campo sono tante, troppe e di non facile interpretazione: da una parte non si può sapere esattamente quante persone collaborino attivamente per dato periodo di tempo (e per quante ore), dall’altra ci sono zone del pianeta dove il costo di un’ora di lavoro di una persona è differente da 50 euro 🙂 In questo caso converrai con me che rischiamo davvero di fare un calcolo troppo impreciso.

      Infine, per quanto il valore che hai riportato possa essere veritiero, non è da considerarsi un budget effettivamente stanziato come per società private che dedicano risorse concrete (economiche e umane) a Ricerca e Sviluppo: il tempo dedicato a un software open source non è sempre retribuito all’atto pratico.

      Sia chiaro, non discuto della bontà di alcuni software open source, e di quanto effettivamente facciano bene il loro lavoro: non è un paragone tecnico, anzi. Ci sono sul mercato soluzioni valide, e ho avuto il piacere di portare la mia consulenza presso società che avevano un centralino telefonico basato su software open source che faceva il suo discreto lavoro. Contemporaneamente trovo però corretto mettere in guardia i lettori del blog su alcuni aspetti trascurati o ignorati, così che possa essere fatta una scelta il più consapevole possibile.

      A presto!
      Luca.

      Reply
  2. Alessandro Sironi

    “1 – Ma quanto mi costi?

    Uno dei pregi maggiori di avere centralini telefonici virtuali sviluppati con un software open source è la possibilità di installare, gestire e configurare tutta la fonia aziendale da parte del tuo responsabile IT.

    Non hai bisogno di licenze, il linguaggio di programmazione in sé è gratuito, ma si rischia di dimenticare un aspetto importante:
    devi calcolare nel quadro generale i costi relativi alla risorsa umana aziendale che dovrà gestire e configurare il tutto.

    Non potrai essere sicuro di quanto spenderai, in totale.”

    Esistono realtà che si occupano esclusivamente di telefonia e che utilizzano con successo soluzioni OpenSource, Asterisk in primis.

    Se ci si affida ad una di queste società i costi sono equiparabili a quelli con una soluzione proprietaria, se non inferiori, in fase di installazione; successivamente non ci saranno gli oneri delle licenze tra i costi, quindi in sostanza è un risparmio.

    Se io imprenditore decido di affidare ad una risorsa umana interna al mio organico l’installazione e configurazione del centralino e del reparto telefonia, lo farei comunque anche in caso di soluzioni proprietarie, acquistando hardware e licenze e spendendo tempo lavoro della mia risorsa interna, non cambia assolutamente nulla, o sbaglio?

    Anche se, il più delle volte, per una soluzione proprietaria devo per forza rivolgermi a professionisti esterni “autorizzati”, quindi tra le due soluzioni quella Open, come sempre, risulta essere la più vantaggiosa.

    “2 – Testare, provare, sbagliare, testare nuovamente

    Ammettiamolo, è una cosa che al tuo responsabile IT piace un sacco. E non c’è nulla di male, anzi! E’ bello avere tra i collaboratori persone appassionate al proprio lavoro.
    Tutta la fase di prova e configurazione però deve passare da una serie di test su hardware e software…e il tempo speso, sottratto magari ad altre attività, ha un costo.

    Tutto questo con un centralino telefonico fisico (e non open source) non succede: il sistema arriva pronto ed è in funzione in circa un’ora di installazione.”

    Tutto qeusto anche con soluzioni Open, che vengono testate non per forza sull’azienda finale ma in laboratorio per poi passare “in produzione” con un ambiente perfettamente funzionante e performante.

    Questo ovviamente partendo dal presupposto che ci si affidi ad un professionista, se ci si affida a “mio cugggggggino” i problemi potrebbero esserci, tanto quanto con le soluzioni proprietarie, se l’installatore è sempre il famoso “cuggggino”….

    “3 – Amici come prima?

    Se il tuo responsabile IT se ne va, ed è lui che ha programmato il server su cui si trova il tuo centralino telefonico open source, sei nei guai.

    Ovvio, magari i tuoi collaboratori sono persone con cui lavori da anni, siete magari diventati amici e giustamente ti fidi di loro. Ma se cessa il rapporto lavorativo e, per esempio, ti manca la password per modificare la programmazione del centralino…hai le mani legate.

    Non solo: ogni configurazione fatta ai centralini telefonici basati su un linguaggio open source è unica e specifica.
    Non hai la certezza che il tuo nuovo responsabile informatico sarà in grado di interpretare il lavoro del tuo predecessore. E nel frattempo non avrai il timone del centralino telefonico di cui sei proprietario.

    Con un centralino telefonico di un brand riconosciuto, invece, sai che sul tuo sistema può mettere mano qualunque manutentore autorizzato. E sei sereno.”

    Ma stai scherzando, vero??? Il vantaggio delle soluzioni Open sta anche nel fatto che CHIUNQUE ha accesso al codice sorgente, di conseguenza CHIUNQUE può subentrare e riprendere il lavoro da dove è stato lasciato.
    Se io imprenditore non mi lascio rilasciare codici e password per accedere alla MIA infrastruttura, la colpa non è della soluzione “Open” ma dell’idioziona che ho nella mia testa….

    Diversamente, con soluzioni proprietarie non si ha accesso al codice, di conseguenza ipotizzando il fallimento dell’azienda produttrice del mio centralino, in caso di necessità dovrei SOSTITUIRE tutto l’impianto, con i relativi costi.
    Se avessi necessità di apportare delle modifiche e delle personalizzazioni alla mia installazione dovrei richiedere lo sviluppo all’azienda produttrice, con i relaitvi costi e senza la certezza che la richiesta venga evasa in tempi brevi, pagando poi un’ulteriore licenza per la funzionalità che IO ho richiesto e che l’azienda ha sviluppato, dietro pagamento, e che ora rivende a me e ad altri guadagnandoci sopra…

    Ovvio che io imprenditore se voglio aver successo non devo appoggiarmi a “mio cugggino” ma ad un professionista.

    “4 – Lampadina vs. Laser

    Uno dei pregi del software libero è che alle spalle c’è una comunità di appassionati e sviluppatori che smanetta, gratuitamente e volontariamente, alla ricerca di migliorie al sistema.

    Filosofia bellissima, eh. Ma vuoi davvero affidare la comunicazione della tua impresa ad una realtà che, rispetto a centralini telefonici fisici di marche note, offre meno garanzie?
    Il software open source ha alle spalle un folto gruppo di volontari, ma con risorse economiche limitate se paragonate a quelle spese per i settori di Ricerca & Sviluppo di aziende importanti il cui lavoro è esclusivamente “fare centralini telefonici”.

    Aziende che concentrano energie notevoli verso un unico obiettivo, e che forniscono soluzioni standardizzate e affidabili.”

    In questo tuo paragone tra la lampadina ed il laser, sai che il laser in questione è il comparto Open, vero?
    Forse non lo hai notato, o forse (molto più probabilmente) lavori per un’azienda che utilizza soluzioni proprietarie e, di conseguenza, non ti puoi sbilanciare molto parlando di soluzioni Open, ma ti posso assicurare che i passi da gigante si fanno proprio in questo ambito e si fanno proprio perché ci sono più sviluppatori (quindi più forza lavoro) a disposizione rispetto ad un’azienda che produce soluzioni proprietarie.

    Per darti un’idea, con una soluzione Open come Asterisk non ci sono problemi a far convivere all’interno del proprio impianto telefoni CISCO piuttosto che Avaya o Alcatel, questo perché la piattaforma (Asterisk) è facilmente plasmabile per poter dialogare con apparecchi differenti tra loro, se io andassi ad implementare una soluzione proprietaria mi vedrei costretto ad utilizzare solo ed esclusivamente i loro apparati. Ipotizziamo che io sono già in possesso di terminali telefonici della marca X ma devo rifare l’impianto perché ho allargato la sede, aumentato le postazioni ma la marca X ha chiuso o non produce più terminali compatibili con il mio centralino, che a me va benissimo e fa il suo sporco lavoro, implementando un centralino Asterisk posso utilizzare i terminali in mio possesso (e che vanno benissimo) acquistando solo quelli di cui ho necessità, che possono tranquillamente essere di altro brand.

    Investimenti. Ti faccio solo un paio di nomi, così a spot: Red Hat, Oracle, VMWare, SuSe, Novell…
    Queste sono solo alcune Grandi Società che investono nel settore Open Source, la gente valuta male perché il termine “Free” lo traduce in gratis, ma è LIBERO…. Prova ad andare su Red Hat e dimmi se è “Gratis”!

    Alla luce di quanto detto, sicuro di voler restare con la tua lampadina?

    “5 – Forse questo matrimonio non s’ha da fare

    Magari hai affidato lo sviluppo del tuo centralino telefonico ad una piccola società. Ti ha portato i macchinari, e il loro cuore parla un linguaggio open source da loro configurato ad hoc.

    Fintanto che i rapporti con il tuo fornitore vanno bene, sei sereno. Ma se, malauguratamente, il matrimonio finisce? Se la società sviluppatrice che ti ha fornito il centralino chiude i battenti? Sei in braghe di tela. Devi rifare tutto da capo.
    Con un centralino telefonico di un brand riconosciuto, sia che tu voglia usare linee telefoniche tradizionali, sia che tu voglia usare il VoIP, non hai vincoli. Sai che, se vengono interrotti i rapporti lavorativi con il tuo fornitore, ci sarà sicuramente un manutentore / installatore autorizzato che potrà aiutarti.

    Per informazioni ancora più specifiche puoi andare qui, dove troverai un manuale (in inglese) per approfondire.

    In pillole, ti ho elencato tutti gli elementi per decidere serenamente: hai un quadro completo.
    Sono sicuro riuscirai a fare una scelta consapevole nel momento in cui dovrai installare o cambiare il centralino telefonico della tua società.”

    Se con un prodotto proprietario io posso avere a disposizione più installatori qualificati (ma poi, quanti nell’area geografica? 2? 3? E poi?) con una soluzione Open potenzialmente ne ho a disposizione una quantità nettamente superiore, questo proprio per il fatto che il CODICE è a disposizione di TUTTI, quindi se anche mi sono fatto sviluppare l’impianto dalla ditta “A” e poi con la ditta “A” ci litigo o questa chiude, anche la ditta “B”, “C”, “D” e così via potrà accedere a quanto sviluppato fin’ora e PROSEGUIRE senza che io sia COSTRETTO a ripartire da zero, questo vale per TUTTE le soluzioni OPEN!!!

    Come sempre, però, bisogna affidarsi a personale PROFESSIONISTA, se si pensa che la soluzione Open, dato che è gratuita, la si possa far implementare anche a “mio cuggggino” si parte con il piede sbagliato e quasi sicuramente si andrà incontro ad un fallimento.

    Questo per completare il tuo “Quadro completo”.

    Reply
    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Alessandro,
      grazie mille per il tuo commento. E’ un piacere poter ospitare persone e professionisti preparati, così da poter avere un dialogo e un confronto costruttivo. Inoltre, le tue parole forniscono decisamente degli spunti e delle idee molto interessanti per completare il quadro relativo agli impianti telefonici Open Source.

      Come hai giustamente intuito, attualmente mi occupo di impianti “Close”, ovvero (riassunto per i non addetti ai lavori) sistemi che utilizzano soluzioni proprietarie. Buona parte delle argomentazioni che ho riportato nell’articolo derivano dall’esperienza sul campo, approfondita poi in seconda sede con studio del settore e delle varie soluzioni. Ed è qui, come hai giustamente fatto notare più volte, che entra in campo la differenza tra il rivolgersi a un professionista vs. il rivolgersi all’improvvisato di turno (il famoso “cugggino”).

      E’ un problema che si presenta sia in ambito informatico, dal quale ho intuito tu provenga, sia in ambito telefonico “puro”. Da una parte càpita di conoscere “consulenti informatici” improvvisati che, complice la apparente facilità d’implementazione di alcuni sistemi Open Source, fanno solo danni al cliente finale…dall’altra ti posso assicurare che moltissimi “elettricisti” indifferenziati si improvvisano a loro volta esperti di telefonia: tirare cavi non è più redditizio come un tempo, montare centralini telefonici può aggiungere un po’ di margine sulla fattura da staccare. Il rivolgersi a un professionista è prerogativa di qualunque imprenditore o professionista che cerchi un partner affidabile per la crescita della propria attività, dove magari il costo apparentemente maggiore rispetto al “cugggino” di turno è un semplicissimo investimento a livello di tempo e denaro per avere soluzioni che funzionino, senza che diventino un bagno di sangue per i mesi successivi, spesi a tamponare errori ed emergenze.

      Come sottolinei, realtà informatiche (o di installatori/manutentori telefonici) che abbiano all’interno della propria struttura un laboratorio per effettuare i test pre-produzione, può essere un’ottima cartina tornasole per verificare l’effettiva professionalità del fornitore cui ci si rivolge. E’ comunque quest’ultima una delle componenti che aumentano i costi e portano una valida soluzione Open paragonabile ad una soluzione Close.

      Per quanto riguarda il tuo commento ho comunque poco da integrare, soprattutto in merito ai punti 1, 3 e 4: le tue parole sono inappuntabili e l’analisi da te fatta è utilissima per completare il quadro attuale sugli impianti telefonici Open Source.

      Vorrei però aggiungere due parole a riguardo. Il costo di un tecnico telefonico, per ora, è inferiore al costo di un tecnico informatico. Ciò che descrivo nel primo punto del mio articolo è relativo a delle realtà che ho visto personalmente: l’implementazione di un sistema telefonico Open Source da parte del responsabile informatico interno aveva un costo superiore rispetto alla delega ad una società esterna che si occupa esclusivamente di impianti telefonici. La convergenza di telefonia tradizionale e telefonia IP sta portando ad avere professionisti che hanno competenze sempre più sovrapponibili, e probabilmente in futuro avremo solo un tipo di figura professionale in tal senso. Oggi come oggi, un tecnico telefonico che provenga dal mondo reti/networking ha però un costo superiore rispetto a un tecnico che provenga dal mondo della telefonia, per quanto quest’ultimo (se specializzato su impianti prodotti dai più importanti vendor) abbia negli anni dovuto aggiornarsi enormemente a livello tecnico e tecnologico. E’ una differenza che non capisco, ma è la realtà attuale: sicuramente più passerà il tempo, più questa distanza si assottiglierà.

      Sulla facilità o meno di trovare tecnici specializzati e geograficamente vicini, dipende: come immagino tu sappia il tutto varia a seconda dell’importanza del vendor di riferimento (tecnici certificati Cisco, per esempio, ce n’è parecchi) o, nel caso di impianti Open Source, dell’effettiva professionalità del tecnico esperto di Asterisk e/o dei suoi “dialetti” trovato nell’area geografica di riferimento.

      Da ciò che vedo, con un calcolo spannometrico, per impianti telefonici fino a quindici interni le soluzioni Proprietarie (Avaya, Unify Siemens, Alcatel, etc. – lo specifico per i lettori magari non esperti in materia) sono quasi sempre più competitive rispetto a soluzioni Open Source, soprattutto grazie al breve tempo di implementazione del sistema. Tra i quindici e i cento utenti, i costi diventano paritetici…con un vantaggio a favore dell’Open Source man mano che gli interni aumentano: se per impianti Proprietari ci sono costi di licenza legati agli utenti, per gli impianti Open Source questi costi non esistono. Che porta a un vantaggio, a livello di costi, per soluzioni con più di cento utenti.

      Il vero vantaggio del Close è sul tempo di implementazione più breve, fermo restando che un professionista o un’azienda che faccia business esclusivamente su soluzioni Open Source può essere capace di replicare una medesima soluzione per ridurre i tempi industrialmente. Viceversa, il vero vantaggio dell’Open è sui costi dei servizi speciali o di comunicazione unificata, oltre sulla flessibilità a seguire le mode anche momentanee (tipo: integrazione tra Skype e centralino telefonico).

      Fatto salvo il puro aspetto dei costi, inoltre, il nocciolo della questione si riduce alla flessibilità e praticità a realizzare ciò di cui ho bisogno per produrre reddito…che è un po’, ovviamente semplificando, la filosofia Windows contro la filosofia Apple. Tecnicamente soluzioni Open Source e soluzioni Proprietarie sono equiparabili e sovrapponibili per molti aspetti: sta poi al professionista che conosce il panorama completo indirizzare il cliente finale verso la soluzione più adatta all’esigenza di quest’ultimo, mantenendo l’onestà di non proporre qualcosa che non possa soddisfare completamente le esigenze di cui sopra.

      A presto,
      Luca.

      Reply
      1. Alessandro Sironi

        Ecco, ora il quadro è realmente completo!
        Solo un paio di precisazioni in un paio di punti:
        “Come sottolinei, realtà informatiche (o di installatori/manutentori telefonici) che abbiano all’interno della propria struttura un laboratorio per effettuare i test pre-produzione, può essere un’ottima cartina tornasole per verificare l’effettiva professionalità del fornitore cui ci si rivolge. E’ comunque quest’ultima una delle componenti che aumentano i costi e portano una valida soluzione Open paragonabile ad una soluzione Close.”

        Non concordo totalmente con te su questo punto, mi spiego, se io azienda professionista in telefonia voglio proporre soluzioni Asterisk ai miei clienti per i vantaggi che ho elencato sopra, sarà mia cura trovare una soluzione facilmente replicabile a tutti i clienti che stanno installando per la prima volta un impianto telefonico con relativo centralino, il che significa che avrò quanto meno un centralino in primis nella MIA azienda, centralino che avrò sviluppato e configurato e che starò constantemente “testando” con l’utilizzo di tutti i giorni, quindi per le nuove installazioni ho già la soluzione confezionata che lega hardware e software, devo solo portare il tutto nella sede del cliente, attaccare i fili, come si suol dire, ed il tutto funzionerà.
        Se, invece, stiamo parlando di una sostituzione, dal vecchio magari proprietario, al nuovo open, le cose cambiano, ma anche qui l’ago della bilancia pende dalla parte open, perché l’impianto a livello di hardware cambierà di poco (e quindi i relativi costi per l’acquisto dei componenti), si limiterà ad un serverino da poche centinaia di euro e la relativa configurazione di Asterisk. Ovvio che se parliamo di un impianto formato da 4/5 postazioni, le differenze di costo sono pressoché annullate, ma se parliamo di impianti con un numero di postazioni che va dalle 30 a salire, i costi sono notevolmente a favore della soluzione open; il tutto ovviamente partendo dal presupposto che ci si stia rivolgendo a dei PROFESSIONISTI.

        “…Oggi come oggi, un tecnico telefonico che provenga dal mondo reti/networking ha però un costo superiore rispetto a un tecnico che provenga dal mondo della telefonia, per quanto quest’ultimo (se specializzato su impianti prodotti dai più importanti vendor) abbia negli anni dovuto aggiornarsi enormemente a livello tecnico e tecnologico. E’ una differenza che non capisco, ma è la realtà attuale: sicuramente più passerà il tempo, più questa distanza si assottiglierà.”

        Sui costi dipende, ho avuto modo di testare “sulla mia pelle” situazioni esattamente opposte a quella da te descritta, ovvero, tecnici telefonici che costavano più di me, tecnico informatico, come diceva qualcuno, “Tutto è relativo”. Per quanto riguarda il discorso “aggiornamento”, ti posso assicurare che se vogliamo rimanere in ambito PROFESSIONISTI, l’aggiornamento è costante, non passa giorno che non ci sia qualcosa di nuovo da imparare, le ore spese “sul pezzo” conviene non contarle nemmeno.

        “Da ciò che vedo, con un calcolo spannometrico, per impianti telefonici fino a quindici interni le soluzioni Proprietarie (Avaya, Unify Siemens, Alcatel, etc. – lo specifico per i lettori magari non esperti in materia) sono quasi sempre più competitive rispetto a soluzioni Open Source, soprattutto grazie al breve tempo di implementazione del sistema. Tra i quindici e i cento utenti, i costi diventano paritetici…con un vantaggio a favore dell’Open Source man mano che gli interni aumentano: se per impianti Proprietari ci sono costi di licenza legati agli utenti, per gli impianti Open Source questi costi non esistono. Che porta a un vantaggio, a livello di costi, per soluzioni con più di cento utenti.”

        “Nì”, o meglio, se partiamo dal presupposto che l’impianto venga realizzato ex novo, allora la penso bene o male come te, riallacciandomi al mio discorso di “apertura”, se l’azienda che propone la soluzione Open ha già un pacchetto preconfezionato e funzionante, come una qualsiasi controparte proprietaria, riesce ad essere ancora vantaggiosa, se non ha una soluzione preconfezionata open, allora no, ma in tal caso io inizierei seriamente a pensare di rivolgermi ad altro professionista. Salendo con il numero di utenti inevitabilmente l’ago si sposta sempre più a favore delle soluzioni open per il motivo che hai giustamente indicato tu, i costi di licenza.

        “Fatto salvo il puro aspetto dei costi, inoltre, il nocciolo della questione si riduce alla flessibilità e praticità a realizzare ciò di cui ho bisogno per produrre reddito…che è un po’, ovviamente semplificando, la filosofia Windows contro la filosofia Apple.”

        Forse avresti reso meglio il concetto facendo il paragone Windows Vs. Linux 😉

        “Tecnicamente soluzioni Open Source e soluzioni Proprietarie sono equiparabili e sovrapponibili per molti aspetti: sta poi al professionista che conosce il panorama completo indirizzare il cliente finale verso la soluzione più adatta all’esigenza di quest’ultimo, mantenendo l’onestà di non proporre qualcosa che non possa soddisfare completamente le esigenze di cui sopra.”

        Esattamente, hai centrato il punto!
        Mentre anni fa le soluzioni Open erano considerabili ancora “acerbe”, oggi sono allo stesso livello, se non superiori, alle soluzioni proprietarie, la scelta tra proprietario/Open dipende unicamente da quello che bisogna realizzare, se è un piccolo impianto che nel tempo rimarrà piccolo, la soluzione proprietaria potrebbe essere la migliore nel caso in zona non ci fossero professionisti con una soluzione open “preconfezionata”, se stiamo parlando di un grande impianto volto magari ad espandersi nel tempo e con necessità di soluzioni personalizzate, la soluzione Open è l’unica proponibile sia da un punto di vista puramente economico, sia da un punto di vista di possibilità di espansione e personalizzazione.

        Come dico sempre io, se ho bisogno di un’auto per andare a fare la spesa tutti i giorni, una Ferrari da F1 non è la scelta corretta, se ho bisogno di correre nel mondiale F1 una Panda non è la scelta corretta, non esiste la “soluzione perfetta per tutto”, bisogna sapere ricercare e proporre la soluzione migliore in base alle esigenze del momento.

        Importante, comunque, è non associare la soluzione Open al concetto di “giocattolino per smanettoni”, perché è molto più di un giocattolino e, nella maggior parte dei casi, paragonandola al corrispondente proprietario, fa passare per giocattolino le soluzioni vendute da brand blasonati…

        Reply
  3. haisud

    Argomenti molto interessanti io sono a favore di sistemi open source , sono un grande appassionato di linux e asterisk sono 10 anni che ci vado dietro e ti posso dire che non si finisce mai di studiare bisogna stare aggiornati sui bag poi i server cambiano …. ecc ecc però se hai le capacità e un laboratorio sempre in evoluzione riesci a fare delle cose che un semplice installatore di centralini propietari non sa nemmeno dove si trova…..
    è un po come utilizzare una GUI o un interfaccia a comanndo non c è paragone ……
    qui entra in gioco il carattere di una persona

    Reply
    1. Luca Deruda Post author

      Decisamente,
      l’aggiornamento costante è fondamentale in ogni campo, soprattutto in quello tecnologico dove pochi mesi di evoluzione corrispondono a intere ere geologiche rispetto ad altri settori 🙂

      A presto,
      Luca.

      Reply
  4. Miran Piščanc

    Salve,
    Mi sono imbattuto in questo sito per puro caso.
    Sono un tecnico in telecomunicazioni da piú di 24 anni.
    Fino a 3 anni fa sempre come dipendente di varie societá e ora invece tencnico autonomo libero profesionista.
    Piú o meno mi sono fatto tutta la storia recente della telefonia aziendale passando dalle linee analogiche con PBX interni, per passare agli intercomunicanti, passando per le linee ISDN e alla fine su centrali telefoniche VoIP o full VoIP. Concordo pienamente con il prorietario del sito, una centrale telefonica , che oggi é del tutto VoIP, é sempre e comunque una soluzione piú performante ed economicamente piú vantaggiosa.
    Io dico solo questo, i software opensource sono sviluppati da tecnici informatici che spesso e volentieri non hanno le basi e le conoscenze del mondo della telefonia, e quindi anche un servizio di un centralino telefonico base puó essere difficile da capire ed interpretare da un centralino virtuale.
    Io ultimamente disinstallo centrali virtuali della Vodafone ( la famosa Vodafone rete unica ) per installare una centrale telefonica fisica , per il sempice motivo che con la Vodafone rete unica il passaggio di una chiamata da un interno all’altro ( funzione base di un centralino ) é una grande difficoltá, per non parlare della ricezione delle chiamate!
    A buon intenditore poche parole!

    Reply
    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Miran,
      grazie per il tuo commento. Da quello che vedo, soprattutto nell’ultimo periodo, l’esperienza dei tecnici con cui collaboro rispecchia in toto le tue parole.

      Fa piacere che ci siano persone come te che, pur vantando un’esperienza lavorativa importante, continuano ad aggiornarsi 😉

      Alla prossima!
      Luca.

      Reply
  5. Giovanni Coppola

    Ciao e complimenti per l’articolo. Io nasco Informatico IT e da sempre ho configurato e installato centrali VoIP Asterisk. Ci sono dei lati oscuri di Asterisk non ancora risolti ma la sua potenza e’ crescita in questi anni e’ fantastica. Ancora complimenti.

    Reply
    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Giovanni,
      grazie mille! Vero…la strada è ancora lunga e promettente: restiamo in attesa 🙂

      A presto,
      Luca.

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  6. Giacomo

    Ottimo articolo, se non fosse per il fatto che è stato scritto con il chiaro intento di convincere l’utenza ad adottare soluzioni proprietarie. Ti assicuro che in un confronto con un eventuale cliente, fra una soluzione opensource proposta da un vero professionista ed una soluzione proposta da te, andresti via a testa bassa.
    Opensource non significa gratis, significa libero, il che è abbastanza diverso.
    Ti consiglio di consultare il sito web del maggiore sviluppatore di asterisk inteso come software e di appliance per integrarlo nelle aziende anche se hanno già soluzioni proprietarie.
    https://www. [link rimosso] .com/

    P.S. Le soluzioni proprietarie di cui denoti tanto le caratteristiche di affidabilità, forse non sai che nel loro cervelletto non hanno altro che Linux/Unix, con la differenza che hanno reso tutto standardizzato e proprietario, ed ogni modifica che fai paghi una licenza.

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    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Giacomo,
      grazie per il feedback. So bene che “opensource” non significhi “gratis” ma “libero”…non ho mai usato la parola “gratis” nell’articolo, infatti 😉 Hai fatto bene comunque a puntualizzare, così che eventuali lettori confusi possano non esserlo più.

      Hai centrato i punto: con le soluzioni è reso tutto standardardizzato. Se è vero che per modifiche di vario tipo può capitare che si paghi una licenza…è anche vero che, essendo soluzioni standardizzate, tecnici certificati sul prodotto specifico possono mettere mano alla macchina e operare: non dipendi dal singolo installatore/sviluppatore, che è un rischio che può verificarsi nel caso in cui vengano adottate soluzioni non standardizzate.

      Alla fine è sempre un discorso di target, poiché non c’è “una” filosofia che possa andare bene per tutti: per alcune tipologie di utenti/clienti, le soluzioni open source sono l’ideale; per altri, le soluzioni proprietarie sono il non plus ultra.

      Sul confronto con un eventuale cliente, accetto la sfida 😉

      Ciao,
      Luca.

      ps: ho rimosso il link del sito che hai indicato: su questo blog, come avrai visto, non si parla di prodotti e relative aziende 😉

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      1. giacomo

        Consentimi di dissentire anche su questo, con asterisk il target è pressochè infinito, partendo dalla singola linea con 1 interno, ai flussi con centinaia di interni locali e remoti. La soluzione standardizzata con asterisk esiste, basta certificarti con un produttore tipo SNOM ed il gioco è fatto.

        Il problema è conoscere il mercato ed i prodotti, conoscerne a fondo uno non vuol dire che gli altri sono da scartare.

        Comunque appena i tuoi vendor avranno un’ottima soluzione di centralino in cloud, senza avere server fisici in ufficio o azienda, garantendo tempi di disaster recovery in termini di minuti, magari un articolo sarebbe utile.

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  7. Paolo

    La mia esperienza con asterisk.. MAI PIU’! Proprio vero, vincolati a fornitore esterno che lo ha customizzato o al tecnico che lo ha personalizzato e configurato. Ottimo per azienda, GROSSA, con gruppo tecnico in grado di metterci le mani. Sicuramente se non ci sono problemi lo accendi e non te ne accorgi più che esiste, ma al primo problema (blackout, aggiornamento linux, hardware, o altro) siete nei guai!, se non ve lo siete fatto voi!! Dove c’è interfaccia web, ridotta all’osso e non sempre utile o funzionale… anzi veramente macchinosa. Sicuramente al prossimo guasto, certo di aver ammortizzato il costo dell’hardware e dello sviluppo/customizzazione tornerò a caro vecchio PBX elettronico, oggi con tante belle interfacce web che mettono in grado i clienti di arrangiarsi da soli in modo semplice, e se salta la luce, chissenefrega, quando torna tutto torna come prima e non si rompono dischi, non si aggiorna, non si sminchia linux dopo un blackout! ecc ecc!

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    1. Luca Deruda Post author

      Ciao Paolo!

      Grazie per la condivisione 😉

      Luca.

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